Se ancora non ci conosciamo,
io sono Deborah!
E guido libere professioniste (proprio come te) a trasmettere la propria essenza ed il proprio potenziale, in modo da arrivare al cuore delle persone.
Ma in questa sezione andiamo un po’ più a fondo…
Prima di raccontarti la mia storia
voglio dirti una cosa.
So bene quanto può essere difficile raccontarsi davvero.
Trovare le parole giuste, i colori giusti, le forme che non solo piacciano ma che ti rappresentino davvero.
Che parlino al posto tuo, anche quando tu non ci sei.
Per questo voglio che tu sappia una cosa, prima di tutto il resto: ti capisco.
So cosa vuol dire avere dentro un mondo fatto di sfumature, idee, intuizioni, visioni… e non sapere come tradurlo fuori. So quanto ci si possa sentire fuori fuoco, anche se si ama profondamente quello che si fa.
È da qui che inizia tutto il mio lavoro.
Ed è proprio per questo che oggi accompagno libere professioniste come te a dare forma — visiva, concreta, potente — a ciò che sono e che vogliono diventare.
i miei valori essenziali
Empatia
Autenticità
Gentilezza
Giustizia
Ma in tutto questo
Come sono arrivata ad essere una Brand Designer?
Classe 1996, entro in contatto con la grafica nel 2007, avevo 11 anni e, come molte ragazzine in quegli anni, utilizzavo i forum per parlare delle mie serie tv preferite.
Spesso notavo come quei forum cambiassero colori, immagini e caratteri: questo mi ha spinto ad approfondire e la mia curiosità mi ha portato a conoscere i primi programmi di progettazione grafica, Photoshop Cs2 e Gimp.
Nonostante ciò, io ho sempre amato la mente umana e i processi che spingono le persone a fare determinate scelte. Per questo ho deciso di frequentare il Liceo delle Scienze Umane — bagaglio che porto con me nella mia metodologia.
Nel corso delle superiori non ho mai abbandonato la grafica, ho iniziato a appassionarmi così profondamente a questo mondo da mettere da parte la psicologia. Ho scelto di contrinuare con la grafica e di frequentare l’università, per poi laurearmi con 110 e lode alla Libera Accademia di Belle Arti di Firenze, nella facoltà di Graphic Design & Multimedia.
Radici sull'oceano
La cultura spagnola fa parte di me da sempre: la sento nei colori, nel ritmo delle cose, nel modo in cui mi relaziono agli altri.
Conviviamo in tre
Con noi c’è anche Geordie, il nostro corgi e mio super assistente personale (almeno a parole).
Se lavori con me, prima o poi lo conoscerai!
Serie tv lover
Amo ogni genere, ma la serie che porto nel cuore da sempre è Scrubs.
La mia casa, il mio riflesso
Mettere ordine fuori mi ha aiutata a fare chiarezza anche dentro — oltre che nella mia identità visiva.
Con il naso all’insù
Quella in foto sono io, al faro di Santorini.
Gusto, viaggio, memoria
Mi piace viaggiare per l’Italia per assaggiare piatti nuovi, e porto nel cuore i sapori della cucina spagnola, quella di casa mia.
grafica e psicologia
Per molto tempo ho pensato che fossero due mondi separati: da una parte la progettazione visiva, fatta di font, colori, layout; dall’altra tutto ciò che ha a che fare con l’identità, le emozioni, il modo in cui ci percepiamo e veniamo percepite.
Poi ho capito una cosa: non esiste identità visiva senza identità profonda.
Creare un’identità visiva intenzionale, per me, non si limita all’apparenza.
È aiutarti a raccontare — con coerenza, autenticità e consapevolezza — chi sei oggi e chi stai diventando.
E per farlo, non bastano un paio di font e una palette armoniosa.
Serve ascolto. Serve empatia. Serve la capacità di leggere tra le righe, di intuire la tua essenza e trasformarla in qualcosa che si possa vedere, toccare, riconoscere.
La psicologia mi aiuta a farlo.
Mi aiuta a guardare più a fondo, a cogliere le sfumature che tu stessa magari fatichi a vedere.
E a costruire insieme un’identità visiva che non sia solo bella — ma che ti risuoni dentro.
Psicologia visiva:
il mio metodo
Coniugo grafica e psicologia perché credo in una progettazione visiva consapevole, che parli davvero di te. E per farlo, uso strumenti che uniscono intuito e strategia, estetica ed emozione:
— gli archetipi di brand, per definire il tuo tono emotivo e narrativo
— la psicologia della forma, per scegliere linee, texture e composizioni coerenti con la tua energia
— la percezione visiva, per creare un’identità leggibile, riconoscibile e memorabile
— i principi cognitivi, per guidare l’attenzione e trasmettere messaggi in modo chiaro ed empatico
— i bias cognitivi, per progettare esperienze visive che tengano conto dei meccanismi mentali che influenzano il modo in cui interpretiamo (e reagiamo a) ciò che vediamo
— i principi della Gestalt, per organizzare gli elementi grafici in modo armonico, intuitivo e coerente con il modo in cui il nostro cervello dà senso alle immagini
— il sistema di valori e credenze, per ancorare ogni scelta a ciò che ti muove davvero
È così che nasce un’identità visiva che ti rappresenta, ti rispecchia e ti accompagna nella tua evoluzione.
Perchè le libere professioniste?
Perché so cosa significa costruire qualcosa partendo da sé.
Fare il proprio lavoro con amore, mettersi in discussione ogni giorno, sentire che quello che fai sei tu.
Le libere professioniste non hanno un “brand” da raccontare.
Hanno una storia, un percorso, una visione.
E per comunicarla non bastano colori carini o un logo elegante: serve un’identità che le faccia sentire viste, riconosciute, intere.
Lavorare con le libere professioniste significa per me dare forma all’anima di un progetto, aiutare chi ci mette la faccia (e il cuore) a essere ricordata per ciò che è davvero.
È un lavoro fatto di ascolto, empatia e precisione.
Ma soprattutto: è un lavoro di profonda connessione.
Con te.
Con chi sei diventata.
Con chi stai diventando.
